Consegna 150 mila euro ai truffatori pensando di salvare il figlio dai guai

Buongiornolink - Consegna 150 mila euro ai truffatori pensando di salvare il figlio dai guai


«Al telefono aveva la voce un po’ rauca, non sembrava quella di mio figlio, ma gli ho creduto lo stesso. Mi ha detto che era in ospedale, angosciato, perché aveva investito un bambino e che per sistemare in fretta le cose avrei dovuto portare tutti gli oggetti preziosi in un bar sotto casa, dove avrei trovato una donna ad attendermi. E così ho fatto, senza pensarci su. Avrei dovuto capirlo che era una truffa».


IL BOTTINO

Una truffa fortunata. Perché la signora Adele, 79 anni, ha portato a quella signora sconosciuta tutti gli oggetti preziosi che aveva in cassaforte, nel suo bell’alloggio nel cuore della Crocetta. Più di 150 mila euro. Rolex da donna realizzati appositamente per lei, e un sacchetto colmo di sterline d’oro da collezione. Il fatto è accaduto qualche giorno fa, nel primo pomeriggio.

Il tesoro della signora Adele è sparito in meno di un’ora: dal momento che ha ricevuto la telefonata a casa, all’istante che ha consegnato la busta ad un donna giovane, dall’aspetto curato, che l’attendeva di fronte al bar a due passi da casa. Le ha fatto un cenno con la mano, un sorriso, ed ha aperto la borsa. «Non le ho chiesto niente. Ho solo infilato il sacchetto con i gioielli dentro la sua borsa. Pensavo di aiutare mio figlio. Ho cercato solo di fare in fretta», ha detto la donna, quasi in lacrime, ai carabinieri della caserma di San Secondo che hanno raccolto la sua denuncia.



LA TELEFONATA

Un copione collaudato, quello della telefonata con richiesta di soldi. Questa volta però il truffatore che ha chiamato la signora Adele al telefono di casa è stato così abile da convincerla di essere suo figlio, modificando giusto un po’ la voce, fingendo di essere rauco. «Adesso prendi tutte le cose preziose che hai in casa, scendi al bar all’angolo, le porti ad una donna che ti riconoscerà e poi torni subito al telefono. Io aspetto in linea. Vai là in fretta mamma, sono nei guai. Sono in ospedale. Ho investito un bambino» ha detto il truffatore. Mettendole fretta e facendole credere che tutto si sarebbe risolto in poco tempo, le ha impedito di ragionare con mente lucida. E dire che le sarebbe bastato fare poco passi per contattare il figlio, residente in un palazzo adiacente. «Non ci ho pensato. Ero come in trance». ha detto ai militari. Solo un paio d’ore dopo la consegna, l’anziana donna si è messa in contatto con il figlio, per chiedergli se si fosse tutto risolto per il meglio. «No, mamma, non ho avuto nessun incidente. Sono rimasto a casa tutto il giorno», le ha risposto il figlio. Solo a quel punto la signora Adele ha scoperto di essere stata truffata.



I CONSIGLI DEI CARABINIERI

Il raggiro della telefonata con la richiesta d’aiuto per un famigliare in difficoltà, è una delle truffe più gettonate. Molte le denunce di questo genere raccolte dai carabinieri e dalla polizia negli mesi, in Torino e provincia. Un fenomeno, quelle delle truffe agli anziani, che non diminuisce, nonostante gli appelli alla cautela. Sul sito internet dell’Arma si può trovare un decalogo con i consigli per evitare di finire nelle trappole dei truffatori. Consigli pratici: «non aprite agli sconosciuti e non farli entrare in casa». Diffidare sempre degli estranei che si presentano in «orari inusuali, soprattutto se si è soli in casa». In caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, «chiedere di lasciarli nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa».

fonte " La Stampa"