"Arriva nel 2018 Nextdoor" il social network dei vicini di casa

Buongiornolink - Arriva nel 2018 Nextdoor il social network dei vicini di casa

Si chiama Nextdoor e mette in connessione persone e famiglie della stessa zona affinché possano aiutarsi nella vita quotidiana. Copre già il 70% dei quartieri americani

Nel 2018 arriverà anche il Italia il social network dei vicini di casa. Me lo ha detto qualche giorno fa a New York il fondatore, Nirav Tolia, 45 anni molto ben portati, figlio di immigrati indiani arrivati negli Stati Uniti con pochi dollari e una laurea in fisica. Nato a Odessa, una piccola cittadina del Texas, è basato a San Francisco dove ha studiato (università di Stanford, il massimo) e fondato varie startup fino all’ultima: Nextdoor, letteralmente la porta accanto.



La storia di questa impresa è illuminante su come si stia evolvendo la nostra vita social ma ci dice qualcosa anche sui pregi e i difetti dell’innovazione italiana. Allora Nextdoor nasce nell’ottobre 2011: l’idea è quella di connettere i vicini di casa affinché possano conoscersi e aiutarsi nella vita quotidiana. Cose semplici tipo: cerco una baby sitter, o mi manca lo zucchero.



È una buona idea e ha un grande successo: oggi, a distanza di sei anni dall’inizio, copre il 70 per cento dei quartieri degli Stati Uniti, pari a 126 mila piccole comunità di persone. Nel frattempo ha aperto anche nel Regno Unito e in Olanda, i prossimi paesi sono Germania, Francia, Brasile e appunto l’Italia.

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Dove in realtà una idea simile è partita, nel 2013, a Bologna, a via Fondazza: il giornalista Federico Bastiani ha lanciato la prima social street, un gruppo Facebook riservato per gli abitanti di una via, tutto gratuito e spontaneo, una specie di bacheca digitale dove scambiarsi consigli e chiedere una mano per piccoli problemi quotidiani. Ha funzionato anche la social street di Federico Bastiani, al punto che ce ne sono 470 in tutto il mondo.


Nirav Tolia, Nextdoor
Ma intanto Nextdoor è diventata una impresa vera: Nirav Tolia ha capito che in queste piccole comunità c’è un tesoro da sfruttare. I loro dati, le loro connessioni. Per esempio per pubblicare le classifiche dei migliori locali di un quartiere, oppure il valore delle case, o per dare segnalazioni sulla sicurezza (negli Stati Uniti uno sceriffo lo usa così). Morale: Nextdoor ha raggiunto i 150 dipendenti e ha raccolto 210 milioni di dollari per conquistare il mondo. Letteralmente: pare che abbia appena superato il traguardo dei 100 milioni di utenti. Sulle social street invece presto uscirà un libro di una ricercatrice universitaria.
fonte >>> Agi

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