Da quando gli scienziati studiano la transessualità?

Buongiornolink - Da quando gli scienziati studiano la transessualità

Fino a pochi decenni fa chi non si riconosceva nel proprio sesso era considerato psicotico. Poi la scienza ha cominciato a indagare.

È solo a partire dagli Anni ’30 e ’40 del secolo scorso che gli scienziati hanno iniziato a interessarsi al tema della transessualità. Uno degli studiosi che per primo se ne occupò fu il fisiologo austriaco Eugen Steinach (1861-1944) che analizzò le correlazioni tra gli ormoni e l'identità sessuale, facendo i primi esperimenti di trapianto di testicoli su cavie.



Prima di allora i transessuali erano giudicati molto più sbrigativamente psicotici. O più tecnicamente affetti da metamorfosi sessuale paranoica. Secondo la Psychopathia sexualis (1886) - uno dei primi testi dedicati alle patologie sessuali - chi affermava di appartenere al sesso opposto era paragonabile a chi immaginava di essere Napoleone.

UNA STORIA ANTICA.
Eppure in passato i transgender (persone con caratteristiche di genere opposte al proprio sesso biologico, ma che non si sottopongono a interventi chirurgici) ci sono sempre stati.

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«Parlare di transessualismo (un termine recente) in riferimento a epoche storiche remote è un anacronismo, ma è vero che sono sempre esistiti stili di vita che noi oggi chiameremmo transessuali» spiega Paolo Valerio, membro del consiglio direttivo dell’Osservatorio nazionale sull’identità di genere e docente di Psicologia clinica all’Università Federico II di Napoli.

«Di fatto, quando nell’800 fu introdotta la categoria della “perversione” da parte del sapere medico-psichiatrico, la transessualità è stata subito collocata tra le forme di devianza».



Se dunque in epoca moderna, in Occidente, l’ambiguità sessuale è stata spesso condannata, altrove non sempre è stato così. E in alcune culture, come tra i nativi nordamericani, avevano uno status quasi sacro. La filosofia spirituale dei nativi americani non solo accettava l’esistenza di un “terzo sesso”, ma gli affidava compiti da guaritori, consiglieri, sacerdoti o sciamani.

Le cose andarono diversamente dalle nostre parti. Nell’area mediterranea, con il prevalere della cultura patriarcale, la femminilizzazione assunse gradualmente il valore di una “diminuzione”.

Nel binomio "uomo donna" era la donna infatti l'anello debole. Il cambio di identità dal maschile al femminile venne classificato così come una perversione, una violazione dell'ordine naturale stigmatizzato pubblicamente dalla società.

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PIACERE, CHRISTINE. 
La prima volta che l'opinione pubblica si interessò pubblicamente alla questione del transessualismo fu negli Anni'50: il primo dicembre 1952 il New York Daily Newspubblicò infatti in apertura del giornale la foto del soldato George Jorgensen in procinto di diventare Christine: “La Natura ha fatto un errore, che io ho corretto, e ora sono vostra figlia” scriverà poi Christine ai suoi familiari.

Anche l'espressione "transessuale" (persona che passa da un sesso all'altro tramite cure ormonali o interventi chirurgici) nacque in quegli anni. La prima volta la usò nel 1949 il dottor David Cauldwell, e divenne popolare negli Anni'60 dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale).

QUESTIONE PSICHIATRICA? 
Nel 1980 nel manuale diagnostico usato dagli psichiatri, punto di riferimento per medici e psicologi di tutto il mondo, comparve per la prima volta il “disturbo dell’identità sessuale” tra le patologie riconosciute. La comunità trans insorse e ancora adesso l'Organizzazione mondiale della sanità si sta muovendo perché venga eliminato (in alcuni paesi come la Francia e la Danimarca non è già più riconosciuta come malattia psichiatrica).

TRA BIOLOGIA E GENETICA.
Sulle cause della transessualità la comunità scientifica però è ancora divisa anche se gli ultimi studi tendono a cercare correlazioni nel campo della biologia e della genetica.

La sola cosa certa al momento è che un individuo non sceglie di essere transgender: il genere sessuale, come altri aspetti della identità è articolato ed estremamente difficile da categorizzare.
fonte >>> Focus

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