"Brain Power": la palestra per il nostro cervello

Buongiornolink - "Brain Power": la palestra per il nostro cervello


Pochi italiani si prendono cura del cervello e prevengono il decadimento cognitivo. Allenarsi online si può, grazie a una iniziativa promossa da Novartis

Gli italiani non conoscono abbastanza le complesse funzioni svolte dal cervello e, forse anche per questo motivo, lo allenano poco, pensando che il riposo e la lettura siano sufficienti per evitare il decadimento cognitivo. Come rivela un sondaggio promosso in occasione della terza edizione di Brainzone, realizzato da Swg, solo il 24% degli intervistati allena la mente con l’enigmistica o il sudoku e una percentuale ancora più bassa si reca al museo o al teatro, luoghi stimolanti per la mente (8%).


Una fascia di popolazione che risolve con più continuità quesiti enigmistici e che legge esiste, ma si tratta degli over 55, a dimostrazione che il tema dell’invecchiamento cognitivo è poco sentito da giovani e adulti, per motivi principalmente anagrafici ma anche di abitudini. Le priorità sono altre, se in percentuale il fitness batte il brain training 60 a 37, ma è una visione che rischia di non pagare sul lungo tempo.

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Per chi desidera migliorare il brain power, c’è la possibilità di farlo online, quindi senza sconnettersi, con Brain Power, una palestra virtuale per tenere sempre in esercizio le proprie funzionalità.

Una iniziativa che nasce nell’ambito di Brainzone, promossa da Novartis per sensibilizzare il pubblico sulle patologie neurologiche e sull’importanza della manutenzione del cervello. Tre sono le aree per fare esercizio: Train your brain, sviluppata in collaborazione con Wired, offre giochi ed esercizi di logica per la stimolazione cerebrale. Per chi punta su tecniche di rilassamento per controllare lo stress, che non aiuta il cervello, c’è la sezione Relax your Brain. Infine, sezione Feed your Brain, con tante informazioni e ricette pensate per una dieta mirata a migliorare e preservare le prestazioni del cervello. Anche l’alimentazione conta ma solo il 43% del campione intervistato lo valuta come un fattore che influisce sulle capacità cognitive.
fonte >>> Wired

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