Non vengono più coniate le monete da 1 e 2 centesimi: ma cosa succederà ai prezzi?

Buongiornolink - Non vengono più coniate le monete da 1 e 2 centesimi: ma cosa succederà ai prezzi?

Dal 1° gennaio del 2018 l'Italia non conia più le monetine da 1 e 2 centesimi, ma i cosiddetti 'ramini' continueranno a circolare fino ad esaurimento, mantenendo il loro valore legale. Come previsto dalla norma, nel caso di pagamenti in contanti i prezzi verranno arrotondati per eccesso o per difetto al multiplo di 5 più vicino. La sospensione del conio delle monetine permetterà al Governo di risparmiare circa 20 milioni di euro per il Fondo per l'ammortamento dei titolidiStato. Un grande risparmio per lo Stato, ma per gli italiani cosa cambia?

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L'impatto sui prezzi - Come già palesato lo scorso anno, il timore per i consumatori è che l'aumento dei prezzi, se fatto in maniera selvaggia, possa pesare più del dovuto sulle tasche degli italiani. Proprio per scongiurare questa eventualità. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi è stato investito del compito di verificare l'impatto della sospensione del conio sulle tasche degli italiani. I risultati ottenuti dovranno poi essere sottoposti al vaglio del ministerodelloSviluppoeconomico, segnalando le eventuali anomalie riscontrate. Se il rapporto presentato dal Garante dovesse mostrare indici di allarme, il Ministero dovrà segnalare il tutto all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con relative proposte normative in grado di rimediare le anomalie.

Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: cosa dice la norma - L'abbandono dei centesimi fa parte dei diversi provvedimenti contenuti nella Manovra. In particolare l'articolo 13-quater del decreto legge numero 50/2017, convertito dalla legge numero 96/2018, prevede che l'Italia sospenda dal 1° gennaio 2018 il conio delle monete metalliche dal valore di 1 e 2 centesimi di euro. Tale sospensione produrrà un risparmio di circa 20milioni di euro, destinati al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.

Cosa cambia per gli italiani? - La legge chiarisce che, nel periodo di sospensione del conio, l'arrotondamento dei prezzi avverrà in caso di pagamento in contanti. I prezzi verranno arrotondati per difetto o per eccesso al multiplo di 5 centesimi più vicini. Ecco uno specchietto con tutti gli esempi:
Cosa cambia quando non si paga in contanti - Come detto in precedenza, gli arrotondamenti valgono soltanto per i pagamenti in contanti. Per quanto riguarda invece i pagamenti con carta di credito o bancomat, anche dopo la 'scomparsa' delle monetine, l'importo addebitato all'acquirente resterà identico a quello dovuto, senza alcun arrotondamento per eccesso o per difetto. La stessa regola vale anche per i pagamenti via smartphone.
fonte >>> Today

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