Francia: età minima per un rapporto sessuale 15anni

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Ci sono voluti due casi controversi di pedofilia a distanza di un mese per spingere il Governo francese a stabilire finalmente l’età del consenso sessuale. Due uomini, uno di 22 e l’altro di 28 anni, sono stati assolti dall’accusa di violenza – e incolpati solo di «infrazione sessuale» – per avere avuto rapporti con due bambine di 11 anni. L’«infrazione sessuale», in Francia, è un reato punito con cinque anni di carcere. Invece, la violenza – che prevede «coercizione, minaccia e imprevedibilità» – comporta una condanna a 20 anni di reclusione, quando la vittima ha meno di 15 anni.

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La giurisprudenza della Corte d’appello francese aveva, almeno nella pratica, reso superfluo provare l’assenza di consenso in caso di abuso sessuale e stupro su bambini molto piccoli, fino a 6 anni. Ma il problema rimaneva per quelli tra i 7 e gli 11 anni.

I francesi non hanno voluto accettare che quello che è successo venisse giudicato come qualcosa di diverso dallo stupro. Hanno lanciato diverse petizioni e fatto appelli ai politici.

E adesso il Governo ha deciso di fissare a 15 anni la soglia di0 età del consenso ai rapporti sessuali, come parte del disegno di legge contro la violenza sessuale e di genere: lo ha annunciato Marlene Schiappa, sottosegretario alle Pari Opportunità.

Sette esperti, nominati a febbraio dal Governo, hanno lavorato sulla delicata questione. Per questi avvocati, professionisti della giustizia, medici e operatori dell’assistenza all’infanzia, questa età «non è eccessiva, in considerazione del duplice imperativo di rafforzare la protezione dei minori dai reati sessuali e di vietare l’abuso sessuale», come hanno scritto nel rapporto che hanno consegnato al primo ministro Édouard Philippe. Le modalità per l’introduzione di questo limite di età nel codice penale non sono ancora state specificate.

«Si tratta di un passo molto importante», ci spiega l’avvocato Ronny Spagnolo, dottore di ricerca in Diritto penale, «è evidente che al di sotto di una certa soglia di età il minore non è in grado di dare il consenso, e stabilire un’età è un elemento di garanzia che limita la discrezionalità. E non si può nemmeno escludere che, anche sopra la soglia, si ricada nell’ipotesi di violenza: molto dipende dalla maturità sessuale dell’individuo».

Ma come è possibile che, prima di quei due casi di stupro, in Francia non si sentisse l’esigenza di stabilire un’età del consenso? «In effetti è strano», commenta Spagnolo , «La Francia ha un codice penale recente, che risale al 1994, ed è difficile spiegarsi il perché non abbia previsto un’età del consenso. Il codice penale italiano, ad esempio, è molto più antico: risale agli Anni Trenta. Ma la soglia è stata stabilita con una norma del ’96, che ha disciplinato anche la violenza sessuale, che prima non veniva punita come un attacco alla libertà personale ma per tutela contro lo scandalo pubblico».

L’avvocato, però, esclude che finora, in Francia, i rapporti fra adulti e bambini fossero regolarmente liquidati come «infrazione»: «Credo che si arrivasse all’incriminazione attraverso diverse soluzioni tecniche, facendo riferimento ad altre norme. Sono certo che in Francia, come in tutti i Paesi occidentali, non si considerasse valido il consenso di un bambino. Tant’è che, quando il tribunale ha liquidato i due casi di cui abbiamo parlato come “infrazione”, c’è stato un sollevamento popolare che ha poi portato il Governo a una presa di posizione. Naturalmente la soglia di età è un elemento di chiarezza molto utile, che evita equivoci».

Capita spesso che sia la popolazione a chiedere di intervenire per istituire o perfezionare una legge: «Ormai la maggior parte della legislazione penale è frutto di un’emergenza del momento, e le norme sono proposte sull’onda dell’indignazione».
fonte >>> Vanity Fair

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